Sistema conferenza
Postazioni per relatori e moderatori con gestione del diritto di parola, microfoni a stelo per gli interventi dalla sala, radiomicrofoni per chi si muove.
Eventi
Sessioni plenarie, sale parallele, relatori in collegamento e atti da registrare. Un congresso è un evento in cui tutto deve funzionare in contemporanea.
Un concerto ha un palco e una scaletta. Un congresso ha sessioni parallele, decine di relatori che arrivano con file diversi, moderatori che gestiscono i tempi, interventi dalla sala, collegamenti da remoto e un programma che slitta dalla prima mattina.
Il lavoro tecnico consiste nel rendere invisibile tutto questo: il relatore sale, la sua presentazione è già caricata, il microfono si apre, chi è in fondo alla sala sente, chi è collegato da remoto vede, e la sessione viene registrata senza che nessuno debba premere niente.
Seguiamo congressi di ordini professionali, società scientifiche, enti, università e aziende, a Palermo e in tutta la Sicilia.
Dotazione
Postazioni per relatori e moderatori con gestione del diritto di parola, microfoni a stelo per gli interventi dalla sala, radiomicrofoni per chi si muove.
Diffusione dimensionata sulla capienza, con attenzione all’intelligibilità: in un congresso si ascolta per ore, e un audio faticoso svuota la sala.
Superficie principale per le presentazioni più eventuali schermi di rinforzo, dimensionati perché i dati siano leggibili anche dall’ultima fila.
Raccolta e caricamento dei file, ordine della scaletta, anteprima in regia: il relatore trova la sua presentazione già pronta.
Cabine, ricevitori e distribuzione dei canali quando il congresso ha relatori o pubblico internazionale.
Registrazione delle sessioni in formato utilizzabile per gli atti, la pubblicazione o l’accreditamento formativo.
Sale parallele
Il momento critico di un congresso con sessioni parallele non è il montaggio: è il cambio di sessione, quando in quindici minuti tre sale devono passare al relatore successivo con file diversi e magari un collegamento da remoto.
Si gestisce preparando prima: scalette caricate, prove con i relatori presenti, un tecnico per sala e una regia centrale che sa in ogni momento cosa sta andando dove. La tecnologia serve, ma la differenza la fa l’organizzazione delle persone.
Prevediamo anche l’overflow: quando la plenaria si riempie, la sessione viene portata in diretta su un’altra sala, con audio e video propri.
FAQ
Sì, ed è ormai la norma. Il collegamento viene provato prima con il relatore, il suo video e il suo audio vengono portati sullo schermo di sala e nell’impianto, e la sua voce entra anche nella registrazione e nello streaming. La parte delicata è il ritorno: il relatore remoto deve sentire le domande che arrivano dalla sala, altrimenti il dialogo non funziona.
Sì. Produciamo registrazioni con audio e video della presentazione, in formati utilizzabili per la pubblicazione o per le procedure di accreditamento. I requisiti esatti variano a seconda dell’ente: se ce li indichi prima, configuriamo la registrazione di conseguenza invece di doverla rifare.
Incide soprattutto la capienza, perché da quella dipendono diffusione sonora e dimensione della superficie video, e poi il numero di sale da servire in contemporanea. Una sala già dotata di impianto fisso, in cui si integra solo ciò che manca, costa una frazione di un allestimento completo da zero: è la prima verifica che facciamo in sopralluogo.
Un impianto audio per congressi si dimensiona sull’intelligibilità del parlato, non sulla potenza: contano il numero di punti di diffusione, la loro direttività e la microfonia dei relatori. In una sala con acustica difficile la spesa sta più nella distribuzione dei diffusori che negli apparati, ed è denaro speso bene, perché è ciò che permette di seguire una relazione per ore senza fatica.
Solo se avete relatori o pubblico che non condividono la lingua. È una voce che incide sul preventivo — cabine, ricevitori, interpreti — e va decisa presto, perché richiede spazio in sala e va coordinata con la location.
In entrambi. Nelle strutture già attrezzate verifichiamo cosa è utilizzabile dell’impianto esistente e integriamo solo quello che manca: è la soluzione più economica e la proponiamo noi stessi quando ha senso. Dove non c’è nulla, allestiamo da zero.
Numero di sale, sessioni parallele, relatori attesi e se serve registrazione: da lì ricaviamo l’impianto e le squadre necessarie.